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Anno:

2010

  • Domenica 24 Gennaio, escursione fotografica alle Cinque Terre
  • Corso base di Fotografia, con patrocinio FIAF, a cura di Gabriele Caproni, dal 28 Gennaio all'8 Aprile. Hanno partecipato 20 allievi.
  • Corso di Photoshop, a cura di Roberto Evangelisti, dal 6 Aprile al 22 Giugno a Castelnuovo di Garfagnana. Hanno partecipato 17 allievi.
  • Mostra “In Coppia” di Tommaso Teora, Castelnuovo di Garfagnana, Sala Suffredini, 3- 18 Aprile 2010, Careggine 21-22 Agosto in occasione di "Apuane in Festa".
  • Mostra “Tiro in corso", 36 foto inedite di Stefania Adami, Pietro Guidugli e Tommaso Teora, Careggine, 17-18 Aprile 2010, in occasione del Campionato italiano di Lancio del Formaggio a coppie, Careggine 21-22 Agosto in occasione di "Apuane in Festa".
  • COFANETTO 2010: Realizzato in 30 copie numerate con 17 foto stampate 12x18, con presentazione a cura di Gigi Lusini, hanno partecipato: Stefania Adami /Formenton 2009, Samuele Bianchi /I confini non risiedono nelle cose, Gabriele Caproni /Accanto a te..., Matteo Cosimini /Il Vulture, Pietro Guidugli /Ceserana, Fabrizio Iacomini /Anelli, Anita Lenzi /Carnevale a Venezia, Simone Letari /Invernografie, Giambattista Lucchesi /Melodia segreta, Simona Lunatici /Lacrime, Gigi Lusini /TANGO E VITA: Io ballo da sola...., Maria Magagnini /Berlino, Rossella Piccinini /Fuori dalla corrente, Silvia Pieroni /Lacrime, fiori, pace, Stefano Prontelli /Gruppo delle Panie: l'Omo Morto, Mario Rontanini /Ariel, Giuliana Valdrighi /Nepal
    Testo introduttiVo del COFANETTO 2010:
    AIUTO. “Ogni racconto ha bisogno di una fine, oltre che di un inizio. E il racconto dell’umanità si alimenta da sempre al mito di un’apocalisse gloriosa. In realtà nessuno verrà a salvarci, dovremo pensarci da soli. Magari con l’invincibile impulso alla curiosità, vero marchio dell’indipendenza mentale.” Blues della fine del mondo- Ian MacEwan
    Viene facile, ad un anno di distanza, riprendere il tema della “fine”. Che non è sempre una cosa negativa. Se come per i credenti, segna l’inizio di una nuova vita. Magari quella vera. Unico rischio il pressappochismo di questi tempi. Dove anche chi non ha messo piede in Chiesa da quarant’anni si dichiara “credente non praticante” (??!?). Il tutto, trasportato nella “chiesa fotografia” vuol dire accettare, con rassegnazione (non vedo moltissimi entusiasmi…) l’ingombrante realtà del computer. Senza il quale la fotografia non esiste più. E fare Fotografia digitale senza, o quasi, alcuna preparazione seria di post produzione, quella che si chiamava prima Camera Oscura, è pura velleità. Una causa persa. Una tecnologia sempre più avanzata, al limIte dell’estraniante, in grado di semplificare tutti gli aspetti operativi rendendoli esteriormente accessibili a chiunque, ha dato l’illusione a tutti di saper fotografare. Anche approfittando del male oscuro del nostro tempo: la superficialità. Con la macchinetta, più o meno sofisticata e costosa, come con una matita, si possono fare scarabocchi, prendere appunti, stendere relazioni, riassunti, scrivere un poema. Ma poi c’è il passaggio, indispensabile, dal benedetto “stupido veloce”. E qui cominciano i drammi. I prati non sono mai stati verdi così. E i cieli? Irrimediabilmente bianchi o con improbabili frequentissime nubi minacciose da tone mapping inflazionato. E la pelle dei ritratti? Da una ragnatela lunare di pori ad una landa desolata “piallata” da sfocature più o meno controllate. Per non parlare di quelli che son saltati sul carro del digitale per…risparmiare (???!?). Milioni di scatti che vanno guardati, “croppati” (non è una parolaccia, vuol dire post-inquadrati, in digi-gergo), lavorati, messi a posto. Stampati, addirittura, qualche volta. A caro prezzo. Poi arriva il cofanetto 2010. Ancora con delle stampe. Su carta. La vecchia carta fotografica. Da guardare anche a lungo senza stress oculari. Anzi. E con un piacevole, anche se “sospetto” modaiolo ritorno al BiancoNero. Con motivi espressivi o estetici? Ma comunque, il nostro pessimismo si smorza. C’è ancora speranza, allora. Vedremo. Anche se ieri, per buttare giù questa chiosa, sono andato in cartoleria, ho chiesto una pennina e mi hanno dato una chiavetta USB. Spero che non sia un episodio profetico. Per il prossimo cofanetto. Dove questa tradizionale chiosa dovrebbe essere in formato MP3 e recitata da uno speaker suadente. Mah. Comunque “the show must go on…”  Allora al prossimo cofanetto. Versione 9.0 o 8.1 ? CIRCOLO FOTOCINE GARFAGNANA
 384.1
 
 
Manifesto Plurale Singolare 2010
  • Mostra collettiva "PLURALE,SINGOLARE" , mostra con patrocinio FIAF n. M20/10, di 15 autori , Castelnuovo di Garfagnana, Sala Suffredini 24 Aprile - 2 Maggio 2010. Ogni autore partecipante ha a disposizione uno spazio, che può fotograficamente riempire liberamente, per formato delle immagini, temi e numero di foto. Catalogo sintetico della mostra di 12 pagine con CD allegato.
  • Incontro con il fotografo GIUSEPPE VITALE AFI di Milano, introdotto da Sergio Magni. Ha presentato un saggio della propria produzione volta prevalentemente al reportage.
    •  Hanno preso parte alla mostra....
  • Adami Stefania - Pomeriggio in "grande Forma" a Careggine quando sta per finire agosto
    Quanta gente ai bordi della strada! Uomini e anziani nei posti davanti, donne curiose, bambini tanti.
    Ma ecco la Forma. E’ Grande. E pesante. E d’uomini forti si affolla la via. Che braccia possenti! Poi sia quel che sia.
    E tira la Forma e tira la Forma. Chi urla, chi impreca, chi prende la mira, chi lancia lontano, chi fa un pò più piano.
    Una smorfia sul viso che pare un sorriso! E corre la forma, persino in salita. Poi passa la porta. La gara è finita.
  • Bianchi Cinzia - Sguardi immigrati
    Che non vuol dire solo sguardi di immigrati, ma sguardi venuti qui. Occhi, sentimenti e intenzioni con cui siamo chiamati a fare i conti. Occhi con cui siamo obbligati a incrociare i nostri sentimenti. Paura, delusione, fiducia, ironia, preoccupazione, tristezza, speranza, allegria, stanchezza, intesa… Guardiamoli… in immagine, per le strade, nei negozi, sui mezzi pubblici.  Sono qui, più di quanto noi vogliamo vedere. <
    Impariamo a guardarci!
    Cinzia Bianchi
  • Caproni Gabriele - Un dono dal passato
    Entrando nel Duomo di Barga, avvolti nella penombra delle navate appare ai nostri occhi un dono dal passato: il possente Pulpito , risalente al XII secolo, attribuito a Guido Bigarelli da Como. Esperte mani di un fare e di un sapere ormai estinto, hanno scolpito per i posteri, per noi, intense forme nel marmo, alternando simboliche figure a religiose raffigurazioni. Grazie alla luce, particolari emergono dall’ombra e dal passato vivendo una nuova vita.
  • Cavani Silvia - 25 Dicembre 2009
    Mano rugosa che stringe il sostegno, occhi lontani saggi del tempo
    In un triste sonno è assopito, vicino all’albero luminoso, solitario nel giorno del Santo Natale
    Le carte riposano sul tavolo aspettando la quotidiana partita unica distrazione delle lunghe ore pomeridiane
    Parole confuse ricercano attenzioni, 1un gesto di affetto consola l’assenza
    Il vestito della festa, la collana di palline ai piedi le pantofole colorate
    Al telefono una voce di figlio distante, solo un sussurro giunge all’orecchio sordo
    Si assolve al precetto festivo, la parola del Vangelo annuncia una grande Gioia
    La fronte sul tavolo, una mano sugli occhi tenera rassegnazione per l’assenza di un posto nel mondo
    Tovaglia rossa e piatti d’oro drappelli inusuali di un solitario pranzo da re
    ar la carica alla molla del tempo rituale di ogni sera, ultima realtà illusoria di pensieri confusi
    Una pallida mano avanza nel buio discosta le bianche coperte un orsacchiotto assiste alla scena l’unico amico fedele rimasto
    Negli occhi velati nostalgia del passato, nessuna tristezza per il futuro perché oggi è come domani.
    S.C.
  • Guidugli Pietro - Il caseificio di Vibbiana
    La produzione del formaggio avviene attraverso il tradizionale processo ben conosciuto. A questa produzione si aggiunge quella di burro, ricotta, yogurt, mozzarella. Le attrezzature di un tempo (caldaie in rame, attrezzi in legno), sono ora in acciaio inox, l’igiene è particolarmente curata, nelle attrezzature e nell’abbigliamento degli operatori. Per il riscaldamento del latte, del siero, l’asciugatura del formaggio ecc. viene utilizzata acqua calda prodotta all’esterno del caseificio. Oltre alle varietà dovute al tipo di latte impiegato, si cercano nuovi sbocchi di mercato con fantasiosi interventi nella fase di stagionatura, per arricchire il prodotto di altri sapori. Questo nel caseificio artigianale a Vibbiana in Garfagnana.
  • Lenzi Anita - Donna e immagine
    Da sempre l’immagine fotografica ha raccontato la vita dei popoli, nella società attuale l’immagine fotografica CONDIZIONA la vita dei popoli. Mi riferisco all’immagine che quotidianamente ci viene proposta , l’immagine diventa il veicolo del suo contenuto, il messaggio che si insinua nel nostro inconscio. Siamo parte di una società dei consumi che mercifica i nostri bisogni e indirizza le nostre esigenze creando miti e sogni irrealizzabili e frustranti. Rimane reale la nostra immagine, imperfetta e vera, sovrapposta e sdoppiata, triste e allegra , nutrita dagli affetti .
  • Letari Simone - Che vita! … da moneta …
    Questa e’ una piccola parte di una piccola storia di fantasia con la quale tento di rapportare la vita di singole monete,in una moltitudine di monete, cosi come noi singoli uomini, in una moltitudine di uomini. La fantasia potrebbe sbizzarrirsi in ogni direzione, ma questo compito lo lascio a voi fruitori, lasciatevi trasportare, divertitevi a pensare, provate ad immaginare la vostra vita … da moneta. Io mi limito solamente a darvi l’input, fotografando nel mio ambiente di lavoro e poco oltre. Una storia unica (universale) fatta di piccole e infinite storie. Anche le monete, come noi, vivono storie uniche singolarmente una ad una già dalla magia della nascita. Ognuna avrà compiti diversi o condivisi,incontrerà altre monete, si separerà, si ritroverà, si divertirà o farà divertire. Chi verrà messo da parte, chi realizzerà un desiderio, chi deciderà il destino, chi farà sognare o illudere. In tutto il turbinio della vita c’e’ anche chi si perderà … per sempre? Spaziate con la mente!
  • Lucchesi Giambattista - Narcissus poeticus
    Narciso suscitò con la sua bellezza l’amore delle ninfe, ma rimase indifferente a tutte. Fu punito dalla dea Nemesi che lo fece innamorare della sua stessa immagine riflessa nell’acqua.
  • Lunatici Simona - Lacrime
    Un sabato come tanti, giornata uggiosa, mille pensieri per la testa… Vorrei isolarmi da tutto, in una bolla invisibile e protettiva. Appena fuori dalla porta di casa ne trovo tante, come stessero aspettando me. Troppo piccole, forse, per nascondersi, ma sorrido…
  • Lusini Gigi - Tango è vita ?
    È molto bello, e raro, specialmente oggi, che due circoli culturali, La Bottega dell’Immagine e Tangosiena in questo caso, si accordino per una sorta di attività comune e integrata. È successo. Quando l’amico Ettore Terzuoli, Presidente di Tangosiena, mi ha chiesto una collaborazione fotograficaper fissare alcuni momenti delle sue milonghe. Subito dopo, l’appetito vien mangiando, “…..perché non pensi ad una serie di foto sul tango, in qualche modo?.....”. Lo ammetto, non amo il ballo. Prima perché sono convinto che si fatichi a vuoto. E poi perché ci sono troppe regole. Almeno per me. Ma proprio per questo mi è venuta allora l’idea di rappresentare non tanto Il Tango, per se stesso, ma attraverso le persone che lo praticano. Che spesso vivono il ballo, e specialmente il tango, quasi come uno stile di vita. Mi sono chiesto: perché? Ed è venuto spontaneo, se non il titolo, almeno il tema: TANGO E VITA. Dove il tango fosse una cosa normale, quotidiana, comune, solo declinata dalle cure personali di tutti quelli che lo praticano. E questo ci siamo provati a fare. Malgrado quella che io ho battezzato “La maledizione del Tanghèro”(ma è molto più diffusa) che provoca una totale incapacità espressiva in chi deve recitare una parte in un determinato set fotografico. Questo malgrado alcune simpaticissime eccezioni e una disponibilità e simpatia corali e singole davvero esaltanti. Magia nera dell’obbiettivo? Che i nativi americani avessero un po’ di ragione quando temevano di essere depredati dell’anima se fotografati? Comunque abbiamo portato avanti con determinazione questa mini avventura. I temi? I più disparati. Qualche cenno, obbligatorio per me, di vizi capitali (invidia, lussuria….), un flash di un grande maestro (Newton), scene impresse nella mente da film immortali o semplicemente grandi (Casablanca, Io ballo da sola, Toto le Mokò…..), un (mio) cult degli anni ’80 (il video di Etienne): E poi alcune situazioni oniriche (dell’autore) difficili o ironicamente imbarazzanti ad essere spiegate…..a fondo. Non posso dire cosa è venuto fuori. Onestamente nessuna immagine (forse tranne lo shooting della Villa da sballo di Geggiano) è stata potuta realizzare come veramente era stata…..sognata (la scena finale di Casablanca con il cappotto al posto del trench…brrrr!). Ma questo è il bello delle cose basate sul volontariato, la disponibilità di tutti e il “solito” entusiasmo del “solito” Ettore Presidente che ha perfettamente bilanciato il mio pessimismo e la mia viscerale incontentabilità. Un bel cocktail. Ma in un’epoca dove le priorità personali sembrano aver ucciso tutte le mie convinzioni intellettuali che trovavano forza nella capacità di sognare tutti insieme qualcosa che riguardava tutti, non ci dobbiamo proprio lamentare. Speriamo che, in fondo, l’operazione con il suo significato e il relativo significante (le immagini) non vi dispiacciano. E ci siamo fermati a 13, per scaramanzia o forse solo per il momento. E allora, come si dice, i commenti, anche se negativi, sono più graditi dell’indifferenza. Senza esagerare, però, mi raccomando…… Buona lettura
    Le immagini sono del genere di fotografia detta STAGED PHOTOGRAPHY, in cui l’autore, Gigi Lusini, ha ideato, scelto gli attori, sceneggiato e realizzato il set per poi fotografarlo. Le immagini fanno parte di una serie di 13 sul tema “TANGO & VITA”
  • Pieroni Silvia - Vespamania ...
    Vespamania … Fu così che la chiamai una decina di anni fa, quando conobbi una ragazza, ora mia carissima amica, che non parlava d’altro: e la vespa e i vesparaduno e i mercatini a Imola e le tessere e il vespa club…. e io rimanevo lì stupita nel vedere con quanta passione ne parlava di questa cosa. A forza di sentirne parlare alla fine un giorno mi sono ritrovata con una Vespa 50 del 1965 e successivamente con una Vespa PX 125 “taroccata” rossa e bianca con tanto di sella con le frange! Ed è lì che ho capito una parte di ciò di cui parlava la mia amica. Possedere un’icona dello scorso secolo che rivoluzionò il concetto delle due ruote, soprattutto per le donne che non potevano guidare le moto tradizionali, perché le più indossavano le gonne, è meraviglioso e ti fa sentire importante, perché entri nella storia! E perché ti si apre un mondo, senti di appartenere a una sorta di “tribù”, dove alla fine tutti si conoscono da sempre anche se ci incontra per la prima volta! Questi incontri sono i VespaRaduni, grandi reimpatriate, anche goliardiche nel senso buono, di persone che provengono da tutta Italia e che hanno una passione comune: la Vespa e tutto ciò che le gravita intorno. E’ così che ho potuto conoscere un ragazzo, Gabriele, detto “Il Vespa”, che mi ha permesso di entrare ancor di più in questo mondo straordinario, fatto di passione e appartenenza molto forte. Perché quando lui si prepara per questi eventi, ma lo fa anche nei giorni comuni, sistema il motore, i vari pezzi, controlla e ricontrolla la sua “fedelissima rossa”, è come se la coccolasse! Queste immagini rappresentano solo un piccolo assaggio della vespamania , di cose da far vedere ce ne sarebbero tantissime: volevo raccontare un tipico VespaRaduno, magari a coloro che non conoscono questa bellissima realtà, che c’è, c’era e ci sarà sempre! ….e comunque…buon viaggio e …
    W la Vespa, ma quella con le marce!
  • Prontelli Stefano - Imenotteri
    Le api, piccoli insetti che volano nei fiori dei nostri balconi e nei fiori del nostro orto. Fotografarli da vicino ,un mondo affascinante e pieno di colori , un macro cosmo che sfugge alla visione della nostra vita frenetica.
  • Teora Tommaso - In coppia
    1989 – 2009 Vent’anni, una generazione.
  • Turri Eva - Sfiorando l'armonia
    La musica che scivola dalle mani Che dissolve i colori E regala emozioni La musica che graffia i pensieri Che corre restando in equilibrio sulla luce Per farmi raccontare i suoi soffici dettagli Eva Turri
  • Valdrighi Giuliana - Sguardi
    " Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle." (Winston Churchill)
    Cosa ho sentito,visto,trattenuto,di quelle terre arse,di quelle montagne che svettano così in alto e brillano attraverso i raggi del sole, di quella polvere calpestata piena di pagliuzze dorate, di quegli yak, enormi animali che con il loro andare lento  e leggiadro portando some su per sentieri impervi, di quegli uomini minuscoli carichi di pesi per renderci più facile il nostro cammino, di quelle albe luminose tinte di sole, dove già dal primo mattino preannunciano una giornate intera di calore, di quelle stelle in cielo sfacciatamente blu cobalto, che accompagnano i nostri sogni, di quei silenzi immensi, interrotti nelle vicinanze dei villaggi dallo scampanellio di greggi al pascolo, e dalla vita quotidiana di chi li abita, di quegli odori acri e dolciastri che si portano addosso le donne, gli uomini e i bambini e che ti rimangono nelle narici, ma dopo un po' svaniscono, di  quegli sguardi che scrutano timidi, curiosi, cordiali, fieri e gioiosi il passare dei simili eppure diversi e lontani. Ma adesso che l'ho descritto
    e che ci penso lo so.
    Giuliana Valdrighi - Viaggio Nepal del 22.09.09

  • I nostri partner e sponsor:

    Comune di Castelnuovo di Garfagnana

    Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

    F.I.A.F.

    Carrozzeria MOLOGNO- Barga

    DIGIT COPY - Capannori

    Autoscuola GIGI AQUILINI - Castelnuovo di Garfagnana

    TORO ASSICURAZIONI di Marco Marchini - Castelnuovo di Garfagnana

    BERTOLOTTI & LETARI - Castelnuovo di Garfagnana

    Dr. Giancarlo Pineschi - Castelnuovo di Garfagnana


 

LOGO SdF2007

 

Si è svolta a Castelnuovo di Garfagnana presso la Rocca Ariostesca dal 30 Luglio all'8 Agosto 2010. Manifestazione con patrocinio FIAF M28/2010 con la collaborazione del Comune di Castelnuovo Garfagnana, Comunità Montana della Garfagnana e Provincia di Lucca.
 
PROGRAMMA:
Venerdi 30 Luglio
ore 18,00: Inaugurazione mostre
ore 21,30: Memorie allo specchio - Raccontare con il reportage. Incontro con Giovanni Marrozzini
Sabato 31 Luglio
ore 15,00 – 18,00: Portfolio dell’Ariosto
ore 21,30: Consegna Premio Rodolfo Pucci “la fibula d’oro” a Giovanni Marrozzini. Intervista all’autore a cura di Fulvio Merlak Presidente della F.I.A.F.
Domenica 1 Agosto
ore 9,00 – 17,00: Portfolio dell’Ariosto
ore 11,00: Incontro con Paola Fiorini autrice di“Elisa fashion district” PORTFOLIO ITALIA 2009
ore 18,00: Presentazione stampe della ditta KAREKA srl di S.Croce sull’Arno
ore 21,00-23,00: Presentazione lavori vincitori il Portfolio dell’Ariosto 2010.
Giovedì 5 Agosto
ore 21,30: "Il Mondo e la Fotografia - Il Fondo Pannunzio" Conferenza di Gianfranco Arciero. Evento dedicato al Centenario della Nascita di Mario Pannunzio
 
Mostre
S.T.O.P. Sopravvivere nei Territori Occupati Palestinesi “ di Giovanni MARROZZINI
Questo lavoro è parte di un progetto più ampio e articolato sulla condizione di salute mentale della popolazione palestinese nella West Bank e Striscia di Gaza, che ha visto lavorare l’autore in Israele e nei Territori Palestinesi per oltre un anno per conto della ONG spagnolaMedicos del Mundoe della Nazioni Unite. Si compone di tre diversi lavori: Storie, Villa , Hebron H2 realizzati nel 2008.
"VILLA" -Bethlehem Psychiatric Hospital (Palestinian Territory) 2008 - Questo lavoro è parte di un progetto più ampio e articolato sulla condizione di salute mentale della popolazione palestinese nella West Bank e Striscia di Gaza, che mi ha visto lavorare in Israele/Territori Palestinesi per oltre un anno. Il presente portfolio è stato realizzato nell'Ospedale Psichiatrico di Betlemme (2008) e riguarda unicamente il dipartimento malati cronici, chiamato Villa che ospita 40 persone.
L'OMS e il Ministero della Salute Palestinese stanno lavorando per cambiare radicalmente le politiche in tema di salute mentale. Queste comprendono la futura chiusura dell'Ospedale, cercando nel contempo diincrementare progetti di cura individuali e di “presa in carico” realizzati in un regime di rete promuovendo il protagonismo di utenti e familiari per contrastare ogni pratica di tipo coercitivo e qualsivoglia forma di discriminazione e, contestualmente, rendere operativi sia programmi di prevenzione che di lotta allo stigma.
HEBRON H2 - Questo lavoro è parte del progetto riguardante lo stato di salute mentale della popolazione palestinese che vive nella West Bank e nella striscia di Gaza. Il progetto è stato realizzato per la ONG spagnolaMedicos del Mundo ( Marzo-Giugno 2008).Hebron, che si trova nella parte sud della West Bank custodisce la tomba dei patriarchi luogo sacro per musulmani ed ebrei.La città è divisa in due settori: H1 sotto il controllo della dell'autorità palestinese ed H2, un area di 4,3 km quadrati sotto il controllo delle autorità israeliane.Questa zona include la città vecchia dove 500 coloni ebrei vivono "blindati" all'interno di 4 insediamenti. Ad Hebron ci sono circa 2000 militari israeliani.Oggi più del 60% della comunità palestinese ha abbandonato la città vecchia a seguito dell'occupazione militare.
Alcune delle persone fotografate in questo lavoro sono state esposte ad una serie di eventi traumatici, quali il carcere, la tortura, l' occupazione/demolizione di case,chiusura attività commerciali e limitazione quotidiana dei movimenti (check point; block road). La occupazione/demolizione delle case, usata come punizione collettiva da parte dell'esercito israeliano, hanno un enorme impatto psicologico. La casa non è solo un rifugio, ma il cuore della vita familiare.Perdere la casa è più di un disastro fisico, perchè evoca tutte le esperienze traumatiche connesse con l'essere un rifugiato.

“Il 'Mondo’ e la fotografia – Il fondo Pannunzio”
La mostra propone una ragionata selezione delle immagini pubblicate dalla prestigiosa testata nei suoi diciotto anni di vita (1949-1966), attraverso la quale vengono fornite al visitatore le coordinate per una autonoma e approfondita riflessione sulla società del tempo. In questo caso non è però il reportage inteso dal punto di vista tradizionale, ma piuttosto il potenziale narrativo della singola immagine a richiamare l’attenzione sui temi, sugli argomenti e sui dibattiti dell’epoca. Alcuni originali della prestigiosa testata, che costituiscono una sezione della mostra, consentono inoltre di entrare nel vivo della singolare esperienza anche attraverso i criteri di impaginazione e i trattamenti dei quali le immagini furono oggetto.

“Elisa fashion district” di Paola Fiorini – Vincitore PORTFOLIO ITALIA 2009
Cosa ha portato Paola Fiorini ad entrare nel negozio, per sole signore, di Elisa la parrucchiera? Abitando a Verona nello stesso quartiere tante volte è passata guardando curiosa quella porta a vetri, con l’insegna dalle lettere adesive usurate, sino al giorno in cui ha sentito l’urgenza di affacciarsi e chiederle: - buongiorno, può farmi i capelli?- e sentirsi rispondere - certo cara… ai tuoi capelli lunghi possiamo anche fare una svedese!-.
La svedese è una tecnica ormai di vecchia scuola e nel negozio gran parte degli arredi appaiono d’altri tempi, ma i fiori con un bel ramo di mimosa, della “Festa della donna”, riportano al presente. L’affare è fatto… e si fa la svedese, con i suoi 45 minuti sotto il casco ad asciugare i capelli con i bigodini.
Per un anno periodicamente l’autrice ha frequentato il negozio d’Elisa, ne è diventata una giovane cliente. Da sotto il casco, cullata nel suo calore materno e dal ronzio della ventilazione, quel piccolo mondo si è aperto a suoi occhi, e al suo obiettivo, senza riserve, mostrandole l’ampiezza dei sinceri rapporti umani che lo animano. La musica della radio, i profumi dei cosmetici, le lunghe chiacchiere dialettali, popolaresche o confidenziali, tra Elisa e le sue clienti, celebrano lo stile di una vita sociale attenta e consolatrice.
Per le donne anziane il momento della parrucchiera è quello del conforto, assicurato dai tempi lunghi della ritualità del servizio: l’attesa, il lavaggio dei capelli, il taglio, la messa in piega, il casco, ecc… . Ore che per loro scandiscono un processo di ricostruzione nel morale. Sono donne vere che vivono a occhi aperti, senza anestesie, alimentandosi del ricordo e vivendo il sentimento della nostalgia di chi non c’è più.
Ora Paola capisce che ad attirarla in questo luogo, è stata la forza morale di queste d0nne, Elisa innanzi a tutte, che affrontano la vita anziana con dignità e coraggio. Ecco il senso del portacenere zebrato che è simbolo stimolante della modernità che appare loro come un mito per altre generazioni, mentre il senso della fine della vita viene esorcizzato dalla vivace vita di relazione. Ecco perché è lì, quella donna tanto anziana che chiusa nel suo austero cappotto, aspetta, anche lei vuole piacersi per piacere. Silvano Bicocchi

“Agorà” di Maurizio Chelucci di Cerveteri 
Se la città è una creatura dell’uomo allora la sua rappresentazione fotografica dovrebbe evidenziarne le emozioni che vi abitano (oppure le sue disgraziate assenze) e raccoglierle là dove esse si manifestano. Occorre ripensare la città come un luogo dove potere essere felici e così contrastare la visione del caos e della fatica del vivere quotidiano. Si tratta di impegnare le comuni energie visive per attraversare e reinterpretare la mappa degli spazi urbani e “liberarli” affinché il cittadino possa viverli in un tempo non solo produttivo ma, anche, in un tempo dove emozioni e ricchezza di idee possano divenire strumenti di nuova convivenza. Un invito, quindi, a riprenderci il senso dei luoghi dell’abitare e del camminare eticamente, andando oltre il semplice spostamento e l’ansia del rifugio; un’esortazione a vivere, dentro ed attraverso, il senso delle polis e delle agorà. Il gesto del fotografo, qui sospeso tra la necessità di congiungere queste istanze con la storia della realtà osservata e quella di ampliare gli spazi medesimi della riflessione (peraltro, egregiamente risolta e compiuta nella scelta del formato panoramico e nell’uso dello stitching), testimonia del prezioso legame, il “planus”, tra pietre e colori, emozioni e proporzioni, che non pretende di essere percepito e riconosciuto una volta e per sempre ma vuole “aprirsi” come spazio esistenziale da penetrare in consonanza, in compassione, anche perché, ormai, e ne siamo consapevoli, in queste agorà ci andiamo specchiando tutti. Questo atteggiamento affiora tra le città del mondo laddove la fotografia rende visibile l’invisibilità in cui proprio le città sono tentate di immergersi, sicché l’occhio fotografico denuncia il sofferto “starci dentro” e propone il riconoscimento di essere noi per primi parti delle stesse. Ed in tale prospettiva la sequenza si ricongiunge alla ricerca che attraverso Meyerowitz, Chiaramonte, Calvino, Atget, “rivede” gli spazi aperti di Piero della Francesca e delle sue agorà ideali. Pippo Pappalardo

“Reset” di Sergio Carlesso e Nazzareno Berton di Romano d’Ezzelino (Vicenza),
Mai come oggi viviamo nell’ambigua dimensione della realtà virtuale, con una percezione di quanto ci circonda che può risultare alquanto superficiale ed affrettata; anche nelle nostre fotografie i luoghi vengono spesso solo “ripresi”, senza essere prima visti e soprattutto capiti.
RESET nasce dalla volontà di liberarsi di questo modo di essere, per ritrovare la magia del quotidiano e riscoprire un rapporto “rilassato” con la natura, riprendendo possesso dei luoghi, interrogandoli alla ricerca di una percezione o di uno stato d’animo. Il risultato è la scoperta di piccoli “colpi di scena”, di rivelazioni che si evidenziano a seguito di intuizioni rapide o di riflessioni prolungate, trasformando la normalità in un ambiente magico. Indagare questa realtà, rileggerla e modificarla diventa un modo di immedesimarsi in essa, fissando stati d’animo a fronte delle infinite metamorfosi del mondo che ci circonda. Ogni luogo ha vita propria, ha un’ essenza da scoprire: intervenirvi fisicamente, interferendo sui normali equilibri, permette di appartarsi ulteriormente dal mondo esteriore esaltando il coinvolgimento in storie silenziosamente presenti, anche se non immediatamente percepibili.

“Fratello mare” di Mario Barsocchi di Capannori
Il mare e la poesia di un grande poeta per stimolare pensieri e riflessioni; operazione necessaria ed indispensabile perché la Fotografia è un’operazione mentale prima che lavoro di descrizione di un qualsiasi oggetto. Le foto sono state scattate nel mese di Gennaio 2009 in Versilia.

“Sur le sable” di Maurizio Cintioli di Roma
Lo scenario la Bretagna, i protagonisti la gente, il palcoscenico la spiaggia. Spiagge popolate da un insieme di figure intente a vivere la loro quotidianità. Bambini che corrono, scavano buche, inventano castelli sotto gli occhi attenti dei loro genitori. Adulti che pensano, osservano, leggono o semplicemente sognano.
La serie "Sur le sable" avvicenda i suoi protagonisti con la ciclicità delle maree, in una atmosfera che invita lo spettatore ad una indagine introspettiva. Chi guarda si interroga sulla vita, sul trascorrere del tempo,sulla solitudine, temi cari all'autore che in ogni raccolta affronta con straordinaria sensibilità e raffinatezza. Cintioli da sempre osserva i suoi “attori” da lontano, in silenzio e riesce con efficace lucidità ad interpretare pregi e difetti del genere umano. Le sue opere sono affreschi della nostra società con le mille sfaccettature che la realtà offre. Un'analisi schietta e spietata che nulla nasconde. Tutto è offerto a chi guarda e questo certamente è il pregio maggiore delle immagini di questo autore dalla poetica di altri tempi. Alessandra Bassi

“Via Emilia” di Davide Grossi di Parma.
Il lavoro fotografico è stato voluto dal Centro Studi Citta Emilia e dal Festival dell’Architettura di Parma per la celebrazione della giornata della Via Emilia a 2000 ani dalla sua fondazione. Le fotografie sono frutto di una campagna fotografica di circa sei mesi lungo la Via Emilia nel tratto che va da Parma a Modena. Lo sguardo di tipo, new topographic, è rivolto a quei particolari che caratterizzano la Via Emilia come Via di comunicazione (distributori, strada, concessionari di automezzi) o come via di comunicazione (scuole, campi sportivi, chiese, negozi). Ho voluto enfatizzare il paesaggio naturale, il paesaggio antropizzato ed il paesaggio umano, elementi caratterizzanti del paesaggio Italiano contemporaneo.  Davide Grossi

Mostra collettiva "Plurale,Singolare" a cura del Circolo Fotocine Garfagnana
Stefania Adami Careggine. Estate in Grande Forma, Gabriele Caproni La valle dei ragazzi, Pietro Guidugli Giovani e agricoltori, Simone Letari Modelle per un giorno, Giambattista Lucchesi Castelnuovo,Piazza Umberto I, Simona Lunatici Equilibrio, Gigi Lusini Dalle stalle alle stelle, Maria Magagnini Berlin, Irene Monterotti Mongolia 2010, Rossella Piccinini Giroscattando, Silvia Pieroni Angeli e neve, Tommaso Teora In coppia, Eva Turri Cambio di scena, Giuliana Valdrighi Sguardi.

Spazio libreria di HF Distribuzione e selezione libri FIAF, con la possibilità di conoscere, sfogliare e acquistare un'ampia scelta di libri fotografici , manuali e riviste di fotografia.
Premio “Rodolfo Pucci – la fibula d’oro”

Il Circolo Fotocine Garfagnana ha istituito nel 1999 il premio Rodolfo Pucci ”La fibula d’oro", un premio da consegnare a chi nel mondo della fotografia, si è distinto ai livelli più alti nel favorire la "Fotografia-incontro con la gente", l’evolversi dei rapporti umani attraverso il mezzo fotografico, il diffondere la cultura fotografica. Il premio nasce per riproporre negli anni i valori umani di Rodolfo Pucci, fondatore del Circolo e suo Presidente.

Hanno ricevuto il premio nel 1999 Giorgio Tani, nel 2000 Fosco Maraini, nel 2001 Roberto Evangelisti, nel 2002 Sergio Magni, nel 2003 Antonio D’Ambrosio, nel 2004 Nino Migliori, nel 2005 Francesco Cito, nel 2006 Letizia Battaglia, nel 2007 Uliano Lucas, nel 2008 Piergiorgio Branzi e nel 2009 Giovanni Chiaramonte.

Il premio per il 2010 viene assegnato a Giovanni Marrozzini.
 
La sua talentuosa capacità reportagistica associata ad un convinto desiderio di solidarietà e rispetto per ogni condizione umana, hanno permesso in pochi anni a questo giovane fotografo freelance di raccontare storie celate, sconosciute e invisibili. Predilige lavori a sfondo sociale. Più che alla fotografia fine a se stessa, Giovanni cerca di pensare alla sua utilità umanitaria.L’intensità così rara, l’intimità e la profonda emozione che trasuda dalle sue immagini sono stati definiti come sentimenti capaci di trasformare lo scatto fotografico in un gesto d’amore mentre le sue fotografie sono considerate vere opere di creazione, formidabili strumenti, capaci di informare, commuovere, far riflettere, e, se non di cambiare il mondo, almeno riconsiderare radicalmente la conoscenza che abbiamo di esso.
GIOVANNI MARROZZINI
Fotografo freelance, nasce a Fermo nel 1971. La sua carriera professionale inizia nel 1997, viaggiando e raccontando un’Italia turistica. Nel 2003, dopo un’interruzione di qualche anno, torna in attività avvicinandosi sempre più a tematiche sociali quali: immigrazione, Hiv, malaria, TBC, realizzando diversi reportage in Africa (Zambia, Kenia, Angola) in collaborazione con ONG nazionali e internazionali. Nel 2005 la sua attività continua in Argentina con un progetto fotografico sulle fasce deboli del Paese visitando sette province, dalla Patagonia australe alle montagne della Puna, prestando particolare attenzione alle periferie di Buenos Aires. Sono nati così i due lavori “Hotel Argentina”, vincitori del Portfolio Italia 2007, ed “Appuntamento al buio”. Tornato in Etiopia visita il St. Mary General Hospital di Dubbo, svolgendo una ricerca sulle cause e gli effetti della malaria cerebrale, pubblicato poi dal CUAMM-Medici con l’Africa e dalla Fondazione Produbbo Onlus. Nel 2008 pubblica un lavoro sulla condizione della donna nel Wolayta (Etiopia), affrontando anche il delicato tema delle mutilazioni genitali femminili, da cui nascerà il libro EVE (Damiani Editore, 2006). Realizza un lavoro “Falene”, presso una comunità di non vedenti a Soddo (Etiopia). La Comunità “Gruppo Famiglia di Porto San Giorgio gli commissiona un reportage sul reinserimento in società di ex pazienti manicomiali 28 anni dopo la legge 180. Nel 2007 ritorna in Argentina per studiare il fenomeno migratorio marchigiano per conto della Regione Marche e dal nuovo viaggio nasce la pubblicazione “ECHI” (Damiani Editore 2008). Nel 2008 si reca per tre mesi in Palestina affrontando un lavoro sullo stato di salute fisica e mentale della popolazione palestinese nella West Bank e striscia di Gaza per la Ong “Medicos del mundo” e le Nazioni Unite. Nel 2009 viene selezionato dalla rivista Courrier Japon assieme ad altri 131 fotografi per interpretare la speranza nel giorno di insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Dal progetto nasce la pubblicazione "This Day of Change" (Kodansha Limited 2009), la sua scelta è di recarsi in Albania dove realizza un progetto fotografico presso una comunità ROM nel centro di Tirana ed un dossier all’intero dell’Ospedale psichiatrico di Elbasan. Nel 2010 la Comunità di Capodarco gli commissiona un lavoro in Camerun sugli adolescenti ai margini e sulla difficile condizione sanitaria delle comunità nel sud del paese.
Portfolio dell’Ariosto - Premio SONY
Il “Portfolio dell’Ariosto”èuna manifestazione di livello nazionale di lettura di Portfolio fotografici. Dal 2004 è fra le manifestazioni che partecipano al Circuito Nazionale di Selezioni a lettura di Portfolio PORTFOLIO ITALIA, che quest’anno riunirà ancora una volta 8 manifestazioni di lettura di portfolio (Carrara, S.Felice sul Panaro, Corigliano Calabro, Rovereto, Castelnuovo di Garfagnana, Savignano sul Rubicone, Bibbiena e Roma) caratterizzate da una ampia partecipazione e ritenute le più significative del panorama nazionale.
Hanno avuto la funzione di lettori: Giovanni Marrozzini fotografo, Luigi Erba fotografo e critico fotografico, Roberto Evangelisti insegnante di fotografia, Fulvio Merlak Presidente della F.I.A.F.,Giorgio Tani Presidente d'onore della F.I.A.F. , che hanno discusso con i partecipanti, i lavori dei 58 autori partecipanti e dei 3 autori del Circolo Fotocine Garfagnana partecipanti all’apposita sezione riservata. I lavori che hanno ricevuto l’ammissione da almeno un esperto sono andati alla visione dell’intera giuria, la quale ha stabilito di premiare i seguenti lavori: 1° Premio - PREMIO SONY: “MiRelLa” di Fausto Podavini di Roma 2° Premio: “8 Dollari” di Mauro Pennacchietti di Gualdo (Macerata) altri 7 lavori sono stati segnalati per essere invitati ad essere esposti nel 2011. Per la sezione riservata ai soci del Circolo Fotocine Garfagnana segnalato “Il Duomo di Barga” di Gabriele Caproni.

I nostri partner e sponsor:

Comune di Castelnuovo di Garfagnana

Provincia di Lucca

Comunità Montana della Garfagnana

Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

F.I.A.F.

SONY Alfa

BCC Versilia Lunigiana e Garfagnana

Kareka srl - S.Croce sull'Arno

Ergon srl - Siena

Cipriano Costruzioni - Borgo a Mozzano

Pennacchi Inaco srl - Pieve Fosciana

Oreficeria Foli Giuseppe - Fornaci di Barga

AXA Assicurazioni - Lucca

Foto Pastrengo - Bagni di Lucca


 
  • PHOTOGALLERY incontri con gli autori del Circolo: Ottobre - Stefania Adami, Novembre - Silvia Cavani e Pietro Guidugli
  • Domenica 10 Ottobre Escursione fotografica del Circolo a SILLICO
  • Domenica 17 Ottobre  Gita fotografica nelle Crete senesi insieme al Circolo “La bottega dell’immagine” di Siena, il club di Gigi Lusini
  • Martedì 30 Novembre il Circolo ha incontrato AMEDEO CASSETTARI che ha presentato una selezione di foto naturalistiche sulla flora e fauna della Garfagnana.
  • L'Angolo di Borgo, spazio espositivo dedicato alla foto d'autore, sito presso la Foto Ottica Giovanni Allegrini in Sottoborgo, 49 a Pisa, e curato da Enzo Gaiotto AFI per il Circolo 3C Silvio Barsotti di Cascina, ha ospitato nel mese di Dicembre 2010  il Circolo Fotocine Garfagnana con il complesso di opere "Nel cuore silenzioso dell'inverno", foto di Gabriele Caproni, Giambattista Lucchesi, Pietro Guidugli, Simone Letari e Paolo Micheli. 
    Questo quanto scritto da Enzo Gaiotto nella presentazione della mostra:
    La Garfagnana è racchiusa tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano, ed è un territorio montano aspro e allo stesso tempo dolce e ospitale. Il suo maggiore centro è Castelnuovo, che conserva illustri memorie, tra cui quelle di Ludovico Ariosto, Commissario del Ducato di Modena e Reggio nel XVI° secolo.
    Proprio a Castelnuovo ha sede il “Fotocine”, che coagula i tanti appassionati di fotografia del territorio. Il Circolo è molto conosciuto per le continue iniziative che riesce a mettere in cantiere, tra cui spicca il Portfolio dell’Ariosto, quest’anno giunto con successo alla sua 12ª edizione. Questa iniziativa si colloca nel circuito del Portfolio Italia. Nell’occasione ogni anno viene premiato e invitato a Castelnuovo un fotografo di valore tra cui ricordiamo Fosco Maraini, Nino Migliori, Francesco Cito, Letizia Battaglia, Uliano Lucas, Piergiorgio Branzi e Giovanni Marrozzini. Il tutto si anima in agosto, quando la Garfagnana esplode nei suoi colori, feste e celebrazioni.
    “Nel cuore silenzioso dell’inverno” propone diversi scatti realizzati dai soci del Circolo, che proprio nella fredda stagione colgono gli aspetti più intimi e suggestivi della loro terra. Scatti che testimoniano la compiutezza realizzativa raggiunta da questo gruppo di appassionati, sempre impegnati a rendere migliore la fotografia amatoriale italiana.
  • La cartolina di auguri per le feste di fine anno e l'anno nuovo è stata realizzata con una foto di Valeria Coli del paese di Roggio sotto la neve, elaborata da Gigi Lusini

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